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Istituzione di un laboratorio permanente sulla didattica della matematica

 

La proposta di affrontare in modo nuovo la discussione sulla didattica della matematica nasce dalla lettura di diverse indagini internazionali, che vedono i ragazzi delle Scuole nostro Paese agli ultimi posti nella preparazione scientifica.     

Anche  lo scarso dibattito aperto nelle scuole a fronte dei risultati scadenti ottenuti dai giovani della nostra regione (nonostante gli autorevoli richiami e le numerose e spesso lodevoli iniziative delle singole autonomie scolastiche), unito al permanere di una didattica quasi esclusivamente basata sulla lezione frontale e alla scarsa diffusione di una pratica laboratoriale, ci fa convinti della necessità di un ulteriore momento di riflessione.    

Sull’argomento non si può tralasciare un accenno sulla distanza reale presente tra i diversi segmenti della scuola, malgrado  gli sforzi compiuti dalle numerose commissioni sulla continuità istituite in quasi tutte le istituzioni, e sull’assoluto distacco della Scuola dalla Università, ed in particolare da quelle facoltà dedicate alla formazione dei futuri insegnanti.

Da queste brevi considerazioni scaturisce la proposta di un laboratorio territoriale permanente sulla didattica della matematica, che vuole essere in primo luogo uno strumento di riflessione e di proposta sugli aspetti didattici e metodologici della disciplina, rivolto a quegli insegnanti che hanno a cuore l’introduzione di tecniche d’insegnamento laboratoriali.

Il laboratorio permanente sulla didattica della matematica é rivolto a tutte le scuole in generale e a quelle dell’obbligo in particolare, all’ Università, alla quale si richiede una collaborazione attiva, ed in prospettiva agli studenti e a quanti hanno a cuore la diffusione delle conoscenze scientifiche.  Il laboratorio,  che nasce oggi all’interno del progetto ESeM[1] già presente nel territorio, si avvale della collaborazione delle associazioni professionali del MCE e del CRSEM  e si propone di avviare attività di studio, ricerca e sperimentazione in didattica della matematica.

Esso non si vuole sovrapporre alle pur interessanti iniziative  di formazione che le diverse scuole hanno avviato ed avviano al loro interno, ma intende superare quel carattere di episodicità – anche per ragioni di carattere finanziario -  che spesso le caratterizza.

 

Il laboratorio: una modalità di lavoro per alunni ed insegnanti

È convinzione diffusa che i bambini amino le attività piuttosto delle “lezioni”.  Questa convinzione (che fu già di Celestino Freinet  e che ancor prima ci rimanda al celebre detto confuciano “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”) è ancora poco presente nelle nostre pratiche scolastiche. Questo è ancora più vero oggi, in un periodo storico in cui al cambiamento culturale ed alle diverse aspettative delle famiglie si aggiungono le numerose proposte educative esterne alla scuola. L’insegnante perde sempre più il consueto ruolo di colui che detiene il sapere, per assumere il nuovo ruolo di colui che organizza le conoscenze per consentire agli alunni la personale acquisizione dei concetti. La classe diventa quindi un luogo di lavoro collettivo dove gli alunni costruiscono insieme il loro sapere. Nel laboratorio, appunto, in alternativa ad un approccio d'istruzione tradizionale, dove il fulcro dell’attività didattica è rappresentato dall'insegnante, il soggetto, spinto dai propri interessi e situato in uno specifico contesto educativo, apprende attraverso un processo di elaborazione ed integrazione di molteplici prospettive, informazioni ed esperienze, offerte dal confronto e dalla collaborazione con i pari o con esperti. La formazione è intesa quindi quale interiorizzazione di una metodologia d'apprendimento che rende progressivamente il soggetto autonomo nei propri processi conoscitivi.

Questo è vero non solo per i bambini.

Spesso anche i corsi di formazione che frequentiamo consistono in fiumi di parole che non sempre ci arricchiscono professionalmente. Per questo motivo si intende dare al laboratorio il taglio della bottega artigianale, in cui insieme si progettano i “manufatti” della didattica, se ne testa in classe la validità, si discutono le successive messe a punto e, se i risultati sono soddisfacenti, se ne organizza la divulgazione.

 

 

Proposta di attività per l’anno scolastico in corso

Geometria e matematica dietro le pieghe.

 

La proposta di laboratorio per questo anno scolastico si vuole basare su una serie di riflessioni di carattere matematico e geometrico che nascono attraverso la piegatura della carta. L’Origamica nasce dall'arte del piegare la carta, con l’intento di scoprire ed apprendere i principi di geometria che si svelano dietro le pieghe.

 

Uno dei principali motivi che porta all’uso dell’origami nell’insegnamento della geometria è che richiede da subito una partecipazione attiva da parte dello studente. Stimola e favorisce la coordinazione oculo – manuale e quella del movimento delle mani.

Esercita la memoria nel ripetere l‘esecuzione di un modello a breve o a lungo termine.

Stimola la curiosità. Pretende e stimola l’impegno. Risulta davvero improbabile che uno studente si nasconda nell’ultimo banco o cada addormentato, mentre tutti gli altri sono impegnati a trasformare un foglio di carta in un pentagono regolare, o a scoprire che problemi che hanno popolato il pensiero umano per secoli come la trisezione dell’angolo, la duplicazione del quadrato o del cubo, trovino una loro risoluzione in un semplice gesto: la piegatura di un foglio di carta.

 

L’Origamica introduce al senso delle proporzioni ed allo studio delle forme. Educa il pensiero al divenire della materia (il foglio che si trasforma) ed alla consequenzialità (rapporti di causa-effetto). Influenza positivamente l’apprendimento.

 

Il fatto che l’origamica sia per definizione manipolazione la rende uno strumento naturale per l’insegnamento partecipato. E mentre lo studente piega e ripiega vari fogli di carta, soprattutto per realizzare modelli geometrici, la sua curiosità matematica si accende e diventa sfida nel cercare di comprendere le proprietà fondamentali dell’oggetto realizzato.

 

Ecco che quando si decide di usare l’origamica per veicolare saperi di matematica sempre più organizzati, una facile scelta è quella di lasciare che lo studente scopra le cose da sé sperimentando, scoprendo principi fondamentali, trovando invarianti, dimostrando teoremi, insomma esplorando il mondo della geometria.

 

In questo laboratorio i ragazzi hanno modo di esplorare, di scoprire, di fare congetture e di condividere oggetti matematici da un nuovo punto di vista CON IL SEMPLICE AUSILIO DI UN FOGLIO DI  CARTA A4!

 

Esplorazioni:

 

n      Alla scoperta dei Poligoni via la partizione del foglio.

n      Il Quadrato e la sua riproducibilità.

n      Il triangolo e le sue altezze, mediane e bisettrici.

n      Il triangolo e la sua riproducibilità.

n      Alla scoperta di rapporti e proporzioni tra figure riproducibili.

n      Figure equiscomponibili: il problema della duplicazione del quadrato.

n      Figure equivalenti: alla scoperta del Teorema di Pitagora!

 

 

 

Coordinatore

Prof. Carlo Pensavalle  - Ricercatore Universitario settore scientifico disciplinate mat/05 - dipartimento di matematica e fisica Università degli studi di Sassari

 

Attività

Attività laboratoriale

 

Spazi

1° Circolo Didattico di Sassari – plesso di S. Maria (via artiglieria 16)

 

Tempi (Calendario degli incontri)

 

Lunedì 1 febbraio (dalle ore 17 alle ore 19)

Lunedì 1 marzo (dalle ore 17 alle ore 19)

Lunedì 12 aprile (dalle ore 17 alle ore 19)

Lunedì 3 maggio (dalle ore 17 alle ore 19)

Lunedì 7 giugno (dalle ore 17 alle ore 19)

 

 

(Su proposta dei partecipanti potranno essere previsti ulteriori incontri di attività)


 

[1] Progetto sull’Educazione Scientifica e Matematica che vede attualmente uniti in rete i Circoli Didattici 1° e 12 + 13 di Sassari, il 2° Circolo Didattico di Porto Torres, Le Scuole Medie n. 2 e 3 di Sassari, gli Istituti Comprensivi di Ossi e di Nulvi e le organizzazioni professionali del MCE e del CRSEM.